Quando una donna avverte un dolore persistente all’inguine o nella zona del pube, tende a minimizzare. Molte pensano a uno stiramento passeggero o a un affaticamento muscolare. In realtà, dietro quello che viene chiamato “pubalgia” possono nascondersi cause ortopediche precise, che spesso non ricevono l’attenzione che meritano.

Non si tratta solo di un problema da calciatori o atleti professionisti. Anche una donna che non pratica sport a livello intenso può sviluppare questo disturbo, soprattutto se esistono squilibri muscolari o alterazioni dell’anca.
Che cos’è davvero la pubalgia
Con il termine pubalgia si indica un dolore localizzato nella regione pubica o inguinale. Non parliamo di una singola malattia, ma di un insieme di condizioni che coinvolgono muscoli, tendini e articolazioni del bacino.
Nella zona del pube si inseriscono muscoli fondamentali come gli adduttori (interno coscia) e il retto dell’addome. Quando questi gruppi muscolari lavorano in modo non equilibrato il dolore può comparire in modo graduale, fino a diventare costante.
Le cause ortopediche più frequenti nelle donne
Squilibrio tra addominali e adduttori
Uno dei meccanismi più comuni riguarda la differenza di forza e tensione tra muscoli addominali e adduttori. Se uno dei due gruppi “tira” più dell’altro, la sinfisi pubica subisce uno stress continuo. Con il tempo compaiono infiammazione e dolore.
Questo squilibrio può svilupparsi per allenamenti non bilanciati, ma anche per posture scorrette mantenute a lungo o per cambiamenti ormonali.
Tendinopatia degli adduttori
I tendini che collegano gli adduttori al pube possono andare incontro a microtraumi ripetuti. Non serve necessariamente uno sport agonistico: anche camminate intense, allenamenti improvvisati o movimenti ripetitivi sul lavoro possono sovraccaricare questa zona.
Il dolore di solito peggiora quando si stringono le gambe o si compiono movimenti laterali.
Osteite pubica
Quando la tensione muscolare continua nel tempo, la sinfisi pubica può irritarsi. In questo caso il dolore diventa più profondo e persistente. La donna può avvertire fastidio anche nei movimenti più semplici, come girarsi nel letto o salire le scale.
Problemi dell’anca che simulano pubalgia
In alcune situazioni il dolore non nasce realmente dal pube. Alterazioni dell’anca, come il conflitto femoro-acetabolare, possono irradiare dolore verso l’inguine e confondere il quadro clinico.
Se nessuno valuta con attenzione l’articolazione dell’anca, il problema rischia di protrarsi per mesi senza una soluzione adeguata.
Come si manifesta
La pubalgia femminile può dare:
- dolore localizzato al pube o all’inguine
- fastidio che aumenta camminando a lungo
- dolore durante i cambi di direzione o nei movimenti rapidi
- sensazione di tensione nella parte interna della coscia
- rigidità dopo essere rimaste sedute a lungo
Molte donne convivono con questi sintomi per settimane prima di chiedere un consulto.
Perché serve una valutazione accurata
Non basta parlare di “infiammazione”. Occorre capire da dove nasce il dolore. Durante la visita analizzo postura, mobilità dell’anca, forza muscolare e punti dolenti. Se necessario, utilizzo esami come ecografia o risonanza magnetica per chiarire il quadro.
Una diagnosi precisa permette di impostare un percorso mirato, evitando terapie generiche che spesso non risolvono il problema.
Come si affronta il problema
Il trattamento dipende dalla causa.
Nella maggior parte dei casi propongo:
- esercizi specifici per riequilibrare addominali e adduttori
- lavoro sulla stabilità del bacino
- stretching mirato
- correzione di eventuali errori posturali o tecnici
Solo raramente prendo in considerazione soluzioni più invasive, e solo quando identifico una causa articolare strutturale importante.
Non ignorare il dolore
La pubalgia femminile non rappresenta un semplice fastidio muscolare. Spesso segnala uno squilibrio che coinvolge l’intero bacino. Prima si interviene, più rapido sarà il recupero.
Ascoltare il proprio corpo e richiedere una valutazione specialistica quando il dolore persiste permette di evitare cronicizzazioni e di tornare a muoversi con serenità.

